«Il populismo mediatico consiste nel rivolgersi direttamente al popolo attraverso i media. Un politico che ha in mano i media può orientare il corso della politica al di fuori del Parlamento, e persino eliminare la mediazione parlamentare.»
Umberto Eco
La Repubblica
25 novembre 2007


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Il Corriere della Sera e Pierluigi Battista: l'articolo della vergogna


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set 3, 2010
Anche il vecchio Presidente della Repubblica, ora è passato alle battute di spirito. Si adegua e con ragione. Verissimo, che ce ne facciamo di un ministro per le attività produttive? E poi, a ben guardare, sempre nella logica italiota delle cose, abbiamo il miglior ministro ad interim che l'Italia abbia avuto negli ultimi 150 anni, essendo lui il monopolista più ricco e produttivo dell'intero paese. Ad essere sinceri, c'è da ammettere che lui o un altro non fa differenza, dal momento che ogni ministro ha assunto l'incarico, giurando fedeltà al padrone. Siamo rassegnati – e vittime – dell'ironia e dell'ilarità cinica che ci aiuta a sopportare meglio la nostra lenta agonia. Mentre un paese muore, ed è desertificato dalla povertà, dall'esercito dei senza lavoro che cresce di migliaia di unità giorno dopo giorno, per esempio, leggiamo che il presidente di Confindustria, ha deciso "di arrendersi" alla delocalizzazione delle proprie imprese, trasferendo la produzione in Polonia...
set 3, 2010
La sorte subita da Oliviero Beha dimostra ancora una volta che spesso le vicende lavorative del giornalista assumono un interesse di portata generale perché si riflettono sulla libertà di informazione, che ha la sua prima e fondamentale garanzia nel corretto funzionamento dello Stato di diritto. Beha è stato destinato al TG3 come editorialista con un ordine di servizio del direttore generale della Rai in seguito a una sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato l’azienda a fargli svolgere le sue mansioni, delle quali era stato illegittimamente privato senza motivi di natura organizzativa, dopo alcune iniziative da lui assunte per contrastare fenomeni diffusi nel mondo dello sport. L’improvvisa decisione aziendale di non dare più esecuzione al provvedimento del direttore generale ha comportato anche l’inottemperanza all’ordine del giudice...
set 3, 2010
Per un politico di professione che si collochi all’opposizione, mai periodo fu più promettente e facile. Si prenda l’ultima occasione, l’indecente show di abiezione morale (e servilismo affaristico) nei confronti di quel Gheddafi che i liberali occidentali hanno per decenni trattato da terrorista. A una opposizione democratica viene servita su un piatto d’argento la possibilità di scompaginare la maggioranza, moltiplicarne le contraddizioni, far precipitare i consensi tra i cittadini che pure la votarono: cattolici, atei, leghisti e chiunque serbi nell’animo un residuo di decenza. Scatenare in tutte queste direzioni la propria azione garantirebbe all’opposizione un successo immediato e travolgente. Se non fosse che l’amicizia indefettibile con Gheddafi fu fatta votare da D’Alema, con un vergognoso discorso a cui dissero “signorno!” solo tre parlamentari del Pd...
set 3, 2010
Gli insegnanti stanno rendendo pubblico il loro malessere, la frustrazione, l'agonia per un mestiere che rischiano di non poter fare più. Ma ai ragazzi chi ci pensa? Le migliaia di prof senza posto corrispondono a decisive e deleterie sottrazioni di cultura con il ritorno in classe. Quasi nulla sarà più come prima. Tra quattro anni, nulla. Con una tempestività motivata solo da esigenze contabili negli istituti tecnici, quinte classi escluse, la cosiddetta riforma Gelmini delle superiori va a regime subito. Meno ore di lingua, meno ore di diritto, di geografia, meno ore di laboratorio (salvata solo la sperimentazione Mercurio, poco o nulla). Di contro, e per tutti, la rigidità sulle ore da sessanta minuti, come se fare ore da 55 o da 50 fosse un vezzo degenere delle scuole. In realtà, era una scelta per contemperare le esigenze dei ragazzi con i trasporti pubblici possibili...
set 1, 2010
Pierluigi Battista porta lo stesso cognome del Giovanni, ma tutto ha tranne che del predicatore. Sale in cattedra per tenere una lezione di democrazia, e si scorda - che sbadato - di ricordare ai lettori del Pompiere della Sera che Marcello Dell'Utri ha una condanna in primo e in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. E fa pure il senatore, il Marcello dei quattro pensionati al bar. Evidentemente al Corriere gli editorialisti sono sbadati: pochi giorni fa si erano scordati di riportare le accuse di Spatuzza a Schifani, che sarebbe nientepopodimeno che il collegamento tra la mafia e l'accoppiata Dell'Utri (solo per coincidenza, quello della contestazione di ieri) - Berlusconi (quello dell'undicesima domanda che Bossi non pose mai). E Schifani, tra l'altro, al Senato non fa il senatore ma si occupa di presiederlo direttamente...
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mag 11, 2010

Quarantasei testimonianze raccolte tra il 21 marzo e il 25 aprile 2005.

Asce di guerraProgetto di narrazione collettiva promosso e coordinato da Wu Ming.

Quel che segue è un eterogeneo insieme di testimonianze: pagine di diario, frammenti, racconti, reminiscenze, visioni febbrili. Testi curati o tenuti per anni in un cassetto della mente, rovesciati sulla pagina d'istinto, di getto, senza preoccupazioni di estetica o di stile. Persone dai diciotto ai sessant'anni ci narrano storie, esperienze d'infanzia, ustioni e abrasioni della pubertà o della tarda adolescenza, primi incontri con la violenza, col "fascismo-sostantivo" (il fascismo storico) o col "fascismo-aggettivo" (epiteto da usare lato sensu), col "vetero-", col "neo-", col "post-" e col "cripto-"fascismo, col "microfascismo" quotidiano (insidiosa logica della prevaricazione), col fascismo trauma personale e familiare, stanza privata dei cimeli e degli orrori, refolo d'aria viziata. Variabili e costanti: Roma, Trieste e Latina consueti focolai di fascismo; l'Emilia-Romagna e la Toscana "rosse"; il liceo, porta-finestra spalancata sulla vita "là fuori"; manifestazioni, attacchinaggi, "strappinaggi", cariche di celere, agguati dietro gli angoli; padri, madri, nonni, bis-nonni, soprattutto nonne, nonne che non vogliono vedere i nipoti vestiti di nero.

feb 23, 2010

L'epopea del romagnolo che finì in Indocina e dei comunisti dell’espatrio clandestino negli anni Cinquanta..

Asce di guerradi Vitaliano Ravagli & Wu Ming.

C'erano anche italiani a combattere i guerriglieri Meo, nel fango e nell'orrore della giungla laotiana, pochi anni prima della "Guerra del Vietnam". Ritorna, con una nuova postfazione, l'oggetto narrativo corale, avventuroso e documentario in cui Wu Ming e Vitaliano Ravagli fanno rivivere, sulla base di dirette testimonianze – prima di tutte quella dello stesso Ravagli – una pagina sanguinosa di storia, cancellata dalla memoria pubblica. Sotto la patina pacificata della storia ufficiale, ci sono storie che ancora fanno male. Come quella di Ravagli, il partigiano mancato che va a combattere in Laos a fianco dei guerriglieri comunisti, insieme a un piccolo ma consistente drappello di europei. Tutti combattenti "invisibili", guardati con sospetto da quelle "formiche rosse" che non capiscono le loro motivazioni. Di fronte, gli indigeni Meo, "bande di ragazzi, quasi bambini, feroci come belve". Molti muoiono, Vitaliano torna. Il suo disagio, la sua storia, aprono una crepa nel presente, si saldano ad altri disagi, altre storie, altre fratture della Storia.

feb 1, 2010

Antonio Gramsci (Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937) è stato un politico, filosofo e giornalista italiano. Tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia (1921), fu incarcerato fra il 1926 e il 1937 dal regime fascista di Mussolini e rilasciato poco prima della morte, avvenuta in seguito al grave deterioramento delle sue condizioni di salute durante gli anni di prigionia.

Isuoi scritti – nei quali studiò e analizzò la guida culturale e politica della società – sono considerati fra quelli intellettualmente più originali della tradizione filosofica marxista. Uno dei suoi contributi principali fu il concetto di egemonia culturale, secondo il quale le classi dominanti della società capitalista forzano la classe lavoratrice ad adottare i propri valori, con l’obiettivo di rinsaldare lo Stato intorno a un "senso comune" imposto. [wikipedia]

Su Liber Liber sono disponibili diversi e-book liberamente scaricabili.

feb 1, 2010

galassidi Graziano Galassi.
Comitato Comunale per il 50° della Liberazione.

Il primo capitolo è dedicato a una sommaria descrizione degli eventi storici che hanno condotto alla approvazione della Costituzione; eventi rilevanti anche per capire fondamentali caratteristiche distintive della Carta stessa. Il secondo capitolo analizza le caratteristiche delle idee, democratica, liberale, socialista del cattolicesimo sociale, presenti all'interno dell'Assemblea Costituente e di come esse siano divenute contenuti di norme, programmatiche o precettive, definiti e concreti. Il terzo capitolo tenta una prima ricostruzione, resa possibile solo oggi dopo il crollo dei regimi dell'Est e la fine di un'epoca, delle vicende italiane dal 1946 al 1994, inquadrando nel loro significato politico-istituzionale fenomeni, che le hanno drammaticamente caratterizzate, quali servizi segreti deviati, poteri occulti e logge massoniche segrete, terrorismo e stragismo, mafia, clientelismo e corruzione politica. Il lavoro termina con tre appendici: I) Le cifre della seconda guerra mondiale; II) Schema della Costituzione della Repubblica italiana; III) Risultati elettorali alla Camera, Presidenti della Repubblica, Presidenti del consiglio, composizione dei Governi e loro durata dal 1948.

dic 15, 2009

di Paolo Sylos Labini
« In questi anni, la sinistra ha scoperto di essere sola: distante dalla sua base tradizionale, che pure la condiziona e la frena (e magari la abbandona al momento del voto), appannata nelle sue capacità propositive, largamente priva di quel potere di aggregazione del consenso e di quell'egemonia intellettuale di cui aveva goduto per decenni. "What is left?" si chiedeva un paio d'anni fa un convegno della sinistra europea, giocando sul doppio significato di quest'espressione che indica a un tempo "Che cos'è la sinistra?" e "Che cosa è rimasto?". Se è difficile formulare un interrogativo più appropriato, è pressoché impossibile trovare, in qualsiasi parte del mondo, una risposta adeguata. Non si esce da questa crisi con qualche artificio elettorale oppure inventando, per dir così, un candidato 'deus ex machina', per quanto degno, da opporre a Berlusconi. Occorre invece una sorta di purificatrice "discesa agli Inferi", come quella cui erano chiamati gli eroi omerici e virgiliani prima di compiere grandi imprese, una rivisitazione delle radici. È indispensabile prendere le proprie misure di fronte a un mondo che cambia. Per la sinistra, un simile, dolorosissimo processo di riscoperta implica fare i conti con Marx, un tempo divinizzato, oggi quasi dimenticato. Paolo Sylos Labini, uno tra i maggiori economisti italiani, non marxista ma un tempo "ben disposto" verso Marx, appartiene all'esiguo novero di coloro che hanno avuto il coraggio di affrontare una simile, difficile avventura. »