La Repubblica
25 novembre 2007
La trota, ventunenne, con la faccia da cretino integrale, brutto e storto come suo padre, si candida a modello per i giovani che volessero “fare” politica. Mi sono commossa nell’apprendere che ancora ci sia voglia di mettere tanta passione nelle cose che si fanno. “manca tra i giovani un po' di passione -osserva bossi- e in me e' nata in giovane eta' quando seguendo mio padre nelle varie feste della lega sul territorio mi sono appassionato e quindi io l'ho sempre avuta. Credo e spero di riuscire a diventare il punto di riferimento della politica per i giovani di oggi”. Chi di noi non si sarebbe appassionato alla politica, andando a mangiare polenta a Pontida?
Berlusconi ha definito il suo, IL partito dell'amore contrapponendolo ai brutti, cattivi, malvestiti e maleodoranti comunisti (ndr. come se ce ne fossero). E' facile, però, essere ottimisti quando si è ricchi sfondati e i soldi ti escono dalle orecchie; è facile essere ottimisti quando si dispone di un impero economico, di ville ed elicotteri personali; è facile essere ottimisti quando si detiene il controllo dei madia nazionali: è troppo facile. Non è altrettanto facile essere ottimisti quando arrivi a quarant'anni e puoi contare solo su un lavoro precario...
Progetto di narrazione collettiva promosso e coordinato da Wu Ming.
Quel che segue è un eterogeneo insieme di testimonianze: pagine di diario, frammenti, racconti, reminiscenze, visioni febbrili. Testi curati o tenuti per anni in un cassetto della mente, rovesciati sulla pagina d'istinto, di getto, senza preoccupazioni di estetica o di stile. Persone dai diciotto ai sessant'anni ci narrano storie, esperienze d'infanzia, ustioni e abrasioni della pubertà o della tarda adolescenza, primi incontri con la violenza, col "fascismo-sostantivo" (il fascismo storico) o col "fascismo-aggettivo" (epiteto da usare lato sensu), col "vetero-", col "neo-", col "post-" e col "cripto-"fascismo, col "microfascismo" quotidiano (insidiosa logica della prevaricazione), col fascismo trauma personale e familiare, stanza privata dei cimeli e degli orrori, refolo d'aria viziata. Variabili e costanti: Roma, Trieste e Latina consueti focolai di fascismo; l'Emilia-Romagna e la Toscana "rosse"; il liceo, porta-finestra spalancata sulla vita "là fuori"; manifestazioni, attacchinaggi, "strappinaggi", cariche di celere, agguati dietro gli angoli; padri, madri, nonni, bis-nonni, soprattutto nonne, nonne che non vogliono vedere i nipoti vestiti di nero.
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di Vitaliano Ravagli & Wu Ming.
C'erano anche italiani a combattere i guerriglieri Meo, nel fango e nell'orrore della giungla laotiana, pochi anni prima della "Guerra del Vietnam". Ritorna, con una nuova postfazione, l'oggetto narrativo corale, avventuroso e documentario in cui Wu Ming e Vitaliano Ravagli fanno rivivere, sulla base di dirette testimonianze – prima di tutte quella dello stesso Ravagli – una pagina sanguinosa di storia, cancellata dalla memoria pubblica. Sotto la patina pacificata della storia ufficiale, ci sono storie che ancora fanno male. Come quella di Ravagli, il partigiano mancato che va a combattere in Laos a fianco dei guerriglieri comunisti, insieme a un piccolo ma consistente drappello di europei. Tutti combattenti "invisibili", guardati con sospetto da quelle "formiche rosse" che non capiscono le loro motivazioni. Di fronte, gli indigeni Meo, "bande di ragazzi, quasi bambini, feroci come belve". Molti muoiono, Vitaliano torna. Il suo disagio, la sua storia, aprono una crepa nel presente, si saldano ad altri disagi, altre storie, altre fratture della Storia.
Antonio Gramsci (Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937) è stato un politico, filosofo e giornalista italiano. Tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia (1921), fu incarcerato fra il 1926 e il 1937 dal regime fascista di Mussolini e rilasciato poco prima della morte, avvenuta in seguito al grave deterioramento delle sue condizioni di salute durante gli anni di prigionia.
Isuoi scritti – nei quali studiò e analizzò la guida culturale e politica della società – sono considerati fra quelli intellettualmente più originali della tradizione filosofica marxista. Uno dei suoi contributi principali fu il concetto di egemonia culturale, secondo il quale le classi dominanti della società capitalista forzano la classe lavoratrice ad adottare i propri valori, con l’obiettivo di rinsaldare lo Stato intorno a un "senso comune" imposto. [wikipedia]
Su Liber Liber sono disponibili diversi e-book liberamente scaricabili.
di Graziano Galassi.
Comitato Comunale per il 50° della Liberazione.
Il primo capitolo è dedicato a una sommaria descrizione degli eventi storici che hanno condotto alla approvazione della Costituzione; eventi rilevanti anche per capire fondamentali caratteristiche distintive della Carta stessa. Il secondo capitolo analizza le caratteristiche delle idee, democratica, liberale, socialista del cattolicesimo sociale, presenti all'interno dell'Assemblea Costituente e di come esse siano divenute contenuti di norme, programmatiche o precettive, definiti e concreti. Il terzo capitolo tenta una prima ricostruzione, resa possibile solo oggi dopo il crollo dei regimi dell'Est e la fine di un'epoca, delle vicende italiane dal 1946 al 1994, inquadrando nel loro significato politico-istituzionale fenomeni, che le hanno drammaticamente caratterizzate, quali servizi segreti deviati, poteri occulti e logge massoniche segrete, terrorismo e stragismo, mafia, clientelismo e corruzione politica. Il lavoro termina con tre appendici: I) Le cifre della seconda guerra mondiale; II) Schema della Costituzione della Repubblica italiana; III) Risultati elettorali alla Camera, Presidenti della Repubblica, Presidenti del consiglio, composizione dei Governi e loro durata dal 1948.
di Paolo Sylos Labini
« In questi anni, la sinistra ha scoperto di essere sola: distante dalla sua base tradizionale, che pure la condiziona e la frena (e magari la abbandona al momento del voto), appannata nelle sue capacità propositive, largamente priva di quel potere di aggregazione del consenso e di quell'egemonia intellettuale di cui aveva goduto per decenni. "What is left?" si chiedeva un paio d'anni fa un convegno della sinistra europea, giocando sul doppio significato di quest'espressione che indica a un tempo "Che cos'è la sinistra?" e "Che cosa è rimasto?". Se è difficile formulare un interrogativo più appropriato, è pressoché impossibile trovare, in qualsiasi parte del mondo, una risposta adeguata. Non si esce da questa crisi con qualche artificio elettorale oppure inventando, per dir così, un candidato 'deus ex machina', per quanto degno, da opporre a Berlusconi. Occorre invece una sorta di purificatrice "discesa agli Inferi", come quella cui erano chiamati gli eroi omerici e virgiliani prima di compiere grandi imprese, una rivisitazione delle radici. È indispensabile prendere le proprie misure di fronte a un mondo che cambia. Per la sinistra, un simile, dolorosissimo processo di riscoperta implica fare i conti con Marx, un tempo divinizzato, oggi quasi dimenticato. Paolo Sylos Labini, uno tra i maggiori economisti italiani, non marxista ma un tempo "ben disposto" verso Marx, appartiene all'esiguo novero di coloro che hanno avuto il coraggio di affrontare una simile, difficile avventura. »