mar 17, 2010

La crisi è finita !


Quando ti svegli e ti accorgi di aver guadagnato otto milioni e mezzo di euro in più rispetto all'anno precedente –solo per quanto riguarda la quota denunciata, si intende- non puoi che renderti conto che la crisi è veramente finita, se in effetti c'è mai stata. E quando intorno a te si racconta di gente disperata che perde il lavoro, che sale sui tetti, che non sa come soddisfare i fabbisogni più elementari non puoi che gridare contro l'allarmismo dei soliti comunisti, terroristi, fannulloni. Chi alimenta il clima di tensione deve tacere. Devono chiudere le "trasmissioni della sinistra", i giornali devono raccontare "la verità", la tua verità. E chi prova a sostenere il contrario è solo un bugiardo che attenta alla democrazia, che vuol rovesciare la volontà del popolo.

Altre due persone si sono uccise. Il suicidio è materia complessa, non sai mai quali siano le reali ragioni che portano dei padri di famiglia, dei lavoratori a compiere l'insano gesto. Di sicuro non sarà la crisi, non saranno la precarietà e le difficoltà economiche. Come potrebbe essere possibile? La crisi non c'è, non c'è mai stata.

A Nocera Ciro Pellegrino si spara, trapassandosi la testa da parte a parte. In Dicembre era stato licenziato e viveva in uno stato di depressione dovuto alla perdita del lavoro che pian piano lo ha consumato. A Napoli un meccanico prende la stessa decisione, togliersi la vita. Le ragioni sono ancora da ricercarsi nello stato di disagio legato all'incertezza di un reddito certo.

Eppure è sufficiente voler vedere e non voler dimenticare.  Siamo ai primi di marzo, Oriano Vidos, 50enne ex imprenditore del settore edile, decide di farla finita nella baracca dietro casa. Il lavoro non c'era, i soldi mancavano. L'unica soluzione trovata nella disperazione è stata una corda. Negli stessi giorni si uccide anche un magazziniere pordenonese padre di tre figlie. Anche per lui il lavoro non ci sarà più, non verrà riconfermato.

E' Febbraio.  Emanuele Vacca, 28 anni, sceglie di impiccarsi alla grata di una finestra della cooperativa dove lavorava. Stanno smontando gli impianti. Il futuro è la disoccupazione. Ma non è finita. Tornando indietro nel tempo, sempre nello stesso mese, troviamo anche la tragica storia dell'elettricista napoletano che dopo aver lavorato per 23 anni in nero, depresso ed incerto sul suo futuro, decide di suicidarsi. Lascia un biglietto ai figli dove scrive "non fate arrabbiare la mamma e aiutatela".

Ci sono tanti altri casi, non possiamo citarli tutti, ma basta avere la pazienza -ed il coraggio- di ricercare le notizie per rendersi conto di quante persone hanno ritenuto che esistesse un'unica via d'uscita, quella della morte.

Chi ce la fa a reggere psicologicamente combatte, non solo per se stesso, per il proprio lavoro e la propria famiglia, ma anche per gli altri, per tutti coloro che si trovano o si troveranno nella medesima situazione. Se ne parla poco, troppo poco. In effetti ci sono cose più importanti di cui discutere. Scudo fiscale, lodo Alfano, legittimo impedimento, processo breve, ritorno al nucleare, chiudere Annozero e Ballarò, leggi ad personam e ad listam, e tutte le altre schifezze che da anni gravitano attorno alla figura di quell'uomo chiamato Berlusconi. Ma le colpe non son tutte sue. Una grossa fetta è  anche di coloro che fino ad oggi lo hanno sostenuto. Politici di ogni razza, oltre agli elettori.

Checco @pranzosociale.org