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Libertà e diritti

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set 6, 2010
«Grazie Italia, grazie di cuore a tutti quelli che si sono mobilitati. Ma serve di più, perchè qui capiscono soltanto i rapporti di forza»: lo ha detto al telefono Sajjad Mohammadi Ashtiani, 22 anni, figlio di Sakineh, la donna che rischia di essere lapidata in Iran. «Le dichiarazioni del governo italiano sono importanti - ha continuato parlando al cellulare da Tabriz - ma servono passi più formali, solenni, come la convocazione dell'ambasciatore a Roma. Penso anche al rafforzamento delle sanzioni, l'unico linguaggio che capiscono a Teheran»...
set 6, 2010
L’impiccagione e la lapidazione fa parte degli strumenti che il governo della Repubblica Islamica utilizza per lanciare le sue sfide al mondo e all’opinione pubblica internazionale. Bisogna alzare ancora di più la voce ed intervenire con più fermezza nei confronti della Repubblica Islamica per fermare le pietre che vogliono uccidere Sakineh. Non bisogna cedere alle pressioni della Repubblica Islamica e reagire alle minacce dei media iraniani controllati dal regime...
ago 31, 2010
Simonetta Sotgiu, magistrato di Cassazione commenta ad Articolo21 le dichiarazioni del leader libico sulla libertà delle donne nel suo Paese. Vicepresidente della commissione nazionale di parita’ dal 1994 al 1997, la Sotgiu è stato capo delegazione del Governo Italiano alla Conferenza Mondiale di Pechino sui diritti nel 1995. Da allora non ci sono stati più appuntamenti di tale rilievo organizzati dalle Nazioni Unite. Erano presenti 150 paesi ed è andata avanti per quasi un mese. “In quegli anni le tematiche femminili erano molto seguite anche perche’ vi era un organismo nazionale, la commissione nazionale parità presso la presidenza del Consiglio, che filtrava e unificava le esigenze portate avanti da tutto l’associazionismo femminile.”
lug 30, 2010
Cosa hanno in comune Sergio Marchionne e Silvio Berlusconi? A prima vista nulla. Cosmopolita l’uno (ha tre nazionalità: italiana, canadese, svizzera), con un curriculum strepitoso nel mondo finanziario e imprenditoriale di due continenti, e una carriera che nulla ha dovuto a commistioni con la politica. Provincialissimo italiota l’altro, gorgheggiatore di crociera per tardone benestanti, tycoon dei media e monopolista televisivo in Italia solo grazie agli intrallazzi col suo amico Bettino Craxi. Due mondi agli antipodi, si direbbe...
lug 18, 2010
Avvolta dalla testa ai piedi in un pezzo di stoffa bianca, la vittima è infilata a forza in un buco scavato nella sabbia. Immobilizzata, esposta alla crudeltà dei carnefici. Rimane fuori solo la parte superiore del corpo, dalle spalle in su. Il tiro al bersaglio può iniziare. Una pietra dopo l’altra, fino a che la testa ciondola inerte sul collo ed i giudici abbiano la certezza che alla colpevole è stata inflitta l’adeguata punizione che, secondo i più retrogradi interpreti della dottrina islamica, la sharia esige in caso di adulterio...
lug 10, 2010
Zviya Shapira, 60 anni, professoressa di biologia, è un’attivista contro l’occupazione. Di estrazione sionista, i suoi tre figli maschi sono diventati refusenik (obiettori di coscienza) dopo aver servito in unità militari d’élite. Il più giovane è stato in carcere, il maggiore è stato espulso dall’esercito ed è considerato da molti israeliani “un nemico del popolo”. Il 3 luglio ci siamo incontrate alla manifestazione settimanale del quartiere di Sheikh Jarrah. “Yonathan (il maggiore) è tornato ieri dall’estero”, mi ha raccontato Zviya, aggiungendo con orgoglio: “Oggi è stato arrestato dall’esercito alla manifestazione di Nabi Saleh”...
lug 10, 2010
«È lo sciopero meglio riuscito negli ultimi quindici anni» commenta il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi. Il suo è un primo, provvisorio bilancio. «L’adesione è stata straordinaria e anche chi ha scelto di uscire e non tutti con ragioni ideali limpidissime - osserva - l’ha fatto condividendone comunque il merito delle ragioni della protesta. Questo dimostra che la nostra non è una lotta corporativa, ma una battaglia a difesa di valori condivisi».
Ripiani dei quotidiani svuotati, niente agenzie di stampa, edizioni brevi dei tg. Internet, siti e blog, insolitamente fermi... Un fragoroso silenzio quello di ieri nella giornata di protesta contro il ddl Alfano sulle intercettazioni"...
lug 10, 2010
... Davanti a palazzo Grazioli, quando ripieghiamo verso Largo Argentina, altri scontri. Li guardo in faccia quei ragazzi sottopagati per picchiare i disperati. E vedo il mio ex vicino di casa. Mi affacciavo dal terrazzo, quando entrambi avevamo una città, e lo osservavo lavorare nel suo giardino. A volte si fermava a bere una birra, all'ombra di un albero. Lo vedo, ora, preso per un braccio e strattonato da un poliziotto che brandisce il manganello. Lo sta per picchiare. Ma lui urla. E alza le mani. Tutti alziamo le mani. Arrestateci tutti. Siamo noi i delinquenti dei centri sociali...
lug 10, 2010
Secondo il capo della Digos di Roma Lamberto Giannini i poliziotti, in piazza, si sarebbero limitati a rispondere alla folla. Traviata, peraltro, da non meglio precisati “antagonisti” che li aizzava (come confermato al Tg1). Il video sopra riportato (qui il link) mi è stato segnalato da Marco, uno dei ragazzi aquilani quel giorno a Roma: i primi a colpire sarebbero state le forze dell’ordine...
lug 8, 2010
Un'interminabile giornata in marcia nella Capitale alternando momenti di tensione e disperazione, davanti ai luoghi delle Istituzioni. A più di un anno dal terremoto che ha cambiato per sempre le loro vite, gli aquilani hanno paralizzato Roma manifestando tra le lacrime tutta la propria esasperazione contro «le sedi del potere», ritenute responsabili della loro difficile condizione. «Siamo qui con le nostre famiglie, non siamo criminali. Non ci aspettavamo una tensione tale», hanno detto gli aquilani, amareggiati per i tafferugli avvenuti con le forze dell'Ordine, quando tra piazza Venezia e via del Corso è stato forzato un cordone...
lug 7, 2010
Picchiati, torturati, senza cibo, acqua, assistenza medica. «Abbiamo bisogno di ottenere lo status di rifugiati, perché stiamo morendo nel deserto». È la richiesta di aiuto lanciata da uno dei segregati raggiunto da CNRmedia. «Siamo a Brak, vicino al confine con il Niger. Siamo in una prigione sotterranea. Ci torturano a tutte le ore. Ci insultano, ci picchiano, ci torturano. La tortura è frequente, tutto è frequente..». «Alcuni di noi - prosegue il racconto - erano stati arrestati perché già abitavano in Libia, altri sono stati presi nelle città, altri ancora sono stati respinti dall’Italia lo scorso anno. Anche se avrebbero avuto il diritto di essere accolti come rifugiati sono stati respinti... »...
lug 5, 2010
Il 2 luglio il parlamentare Jean Lèonard Touadi deposita un’interrogazione urgente diretta la Ministro Frattini: “"Ancora una volta il Governo Italiano rischia di essere correo di una palese violazione del diritto internazionale. Gli eritrei – afferma il parlamentare del PD - hanno diritto a chiedere l'asilo politico in Europa, ma, a causa dell'ignobile politica dei respingimenti, non e' possibile accertare la presenza di persone che potrebbero avvalersi del diritto d'asilo. Le notizie che sono state raccolte dall'agenzia Fortress Europe descrivono una situazione estremamente preoccupante...
lug 5, 2010
Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto...
lug 3, 2010
"Silenzio di Morte" era questo il titolo dell'editoriale de l'Unità che, unico quotidiano italiano, ha squarciato ieri il velo di cinica indifferenza che circonda il dramma che stanno vivendo i profughi eritrei in Libia. Ma la notizia avrebbe meritato la prima pagina di tutti gli altri giornali. Una notizia come quella del dramma dei profughi eritrei avrebbe meritato la prima pagina di tutti gli altri giornali perché si tratta di un’emergenza nel contempo umanitaria, politica e costituzionale...
giu 29, 2010
Una grande mobilitazione per dire no al disegno di legge Alfano, che ostacola il lavoro di magistrati e giornalisti e rende i cittadini meno sicuri e meno informati; per dire no ai tagli alla cultura italiana previsti dalla manovra economica.
Una manifestazione per far sentire che non può essere sottratto al Paese il racconto di vicende giudiziarie di rilievo pubblico, pur nel rispetto del diritto delle persone alla riservatezza; per respingere gli interventi punitivi ai danni della produzione culturale e salvaguardare il diritto dei cittadini alla conoscenza...
giu 29, 2010
Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, perché hai scelto L'Aquila per manifestare contro la manovra decisa dal governo?
L'Aquila è una città simbolo. Rende evidente come, al di là della propaganda, la città sia lontana dall'essere ricostruita. Ma anche come sia necessario un cambiamento della politica economica del governo a 360 gradi. Oltre alla manovra che sta mettendo in ginocchio lavoratrici e lavoratori, a causa dei tagli allo stato sociale e alle pensioni, siamo in totale assenza di una politica industriale che affronti le questioni dell'occupazione e della difesa del nostro sistema delle imprese...
giu 25, 2010
Lo slogan «da Pomigliano non si tocca a Pomigliano non si piega» è emerso dall’interno di una conricerca che un gruppo di giovani ricercatori del Crs sta conducendo da tempo in quella fabbrica insieme agli operai. Descrive l’arco di sviluppo della vicenda, fino all’esito a sorpresa del referendum: dalla difesa del posto di lavoro alla rivendicazione della dignità e della libertà del lavoratore. La posta in gioco infatti si è alzata. E chi l’ha alzata imprudentemente è stato l’intelligentissimo ed efficientissimo management Fiat, con una ben orchestrata manovra politica su una delicata situazione economica. Hanno commesso un errore. E una volta tanto hanno perso...
giu 25, 2010
Ogni tanto mi assento, presa come sono dalle mie cose in caduta libera, poi torno e leggo i giornali, ma per comprendere ho bisogno di tornare indietro, come se fosse una di quelle storie dalla trama complessa, che non ti puoi distrarre. Questa volta sono dovuta risalire ancora più indietro, aiutandomi anche col mio personale archivio di storia recente. Era il due dicembre del 2009, quando il ministro all’inutilità brunetta convocò i sindacati per un tavolo sui contratti del pubblico impiego, e per la prima volta nella storia italiana – già dimenticata – la CGIL non venne nemmeno invitata...