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Politica locale
feb 2, 2010
Sono tanti i problemi del nostro paese, ma sono tante anche le proposte per migliorarlo: sono convinto che con il vostro aiuto possiamo arrivare ad affrontare serie questioni e possiamo trovare intelligenti soluzioni. Commentate questo post o inviatemi una mail all’indirizzo entusiasmo-at-davidesolfororetti.com dicendo cosa secondo voi non funziona e come potremmo risolverlo. I problemi da voi evidenziati e le vostre proposte saranno utili per future interpellanze, interrogazioni, mozioni all’amministrazione e per sviluppare un documento che raccolga un insieme di proposte per il paese.
Politica nazionale
feb 7, 2010
Vista dal Pdl la campagna elettorale di Renata Polverini continua a non convincere. Dopo i manifesti rossi, accusati di plagio addirittura da Sinistra e libertà, sono arrivati i poster sugli autobus, tutti rigorosamente su sfondo arancione e con parole d’ordine considerate storicamente dell’altra parte politica. Per gli ex di Alleanza nazionale il principale problema di Polverini è farsi conoscere almeno quanto Emma Bonino e, soprattutto, far capire ai propri elettori che è lei la candidata da votare. Un’opera, però, ostacolata anziché agevolata da scelte comunicative che sembrano più adatte a suscitare la curiosità degli elettori di sinistra che a richiamare l’attenzione e soprattutto a mobilitare quelli di destra. Insomma, il timore è che si crei un “effetto spiazzamento”, ma nei confronti del proprio elettorato...
feb 6, 2010
Quando all'alba del giorno dopo l'insediamento dell'attuale governo Berlusconi Scajola lanciò il grido di guerra del ritorno del nucleare non gli demmo peso più di tanto. Esultanti gli «orfani del nucleare», scontato l'applauso di Confindustria e scontate anche le «marchette» che la grande stampa ha tributato all'evento (il pudore è sconosciuto quando ci si attendono robuste provvigioni per la pubblicità). Tutto da copione insomma, inevitabile quindi: «Che le cose si facciano o no, si faranno in ogni caso piovere un bel po' di quattrini tra le aziende amiche...», un profezia invero modesta che lanciammo dalle ospitali colonne di questo giornale e che però ha avuto un qualche successo. Ma le cose stanno oggi così? No, dopo l'accordo Sarkozy-Berlusconi - quattro centrali nucleari, i reattori Epr da 1600 Mw dell'Areva l'industria di stato francese - il clima è cambiato e il nucleare ha subito un'accelerazione vertiginosa...
feb 5, 2010
Due anni di tempo per imparare la lingua italiana, conoscere la Costituzione e le regole civili del nostro Paese, far studiare i figli, mettersi in regola col fisco.( Repubblica) Premesso che qualche regola ci vuole, mi riferisco soprattutto a quelle civili, se vivi qui devi comunque adattarti al nostro modo di vivere nelle regole generali. Veniamo agli altri punti. Due anni per imparare la lingua italiana. Direi che sono piu' che sufficienti per parlare un italiano spedito, se non forbito, comunque meglio di come lo parla il leghista medio. Spero che non tolgano la cittadinanza ai leghisti, ci mancherebbero. Conoscere la Costituzione. Qui e' come sparare alla Croce Rossa i primi a non conoscere la Costituzione sono i ministri della lega e del pdl ma non tutti. Alcuni di loro la conoscono molto bene, infatti la vogliono demolire ...
feb 5, 2010
Non passa giorno senza che l’attacco alla scuola pubblica e il suo progressivo immiserimento e smantellamento proseguano il loro distruttivo percorso, tracciato da un governo che, accelerando sulla scia di quanto fatto da Berlinguer, Moratti e Fioroni, vuole togliere ogni centralità alla istruzione pubblica, considerata una spesa improduttiva da ridurre brutalmente. Proprio mentre le Commissioni Istruzione e Cultura di Camera e Senato si apprestano a dare il via libera alla micidiale “riforma” delle superiori, che cancellerebbe decine di migliaia di posti di lavoro di docenti ed ATA e taglierebbe materie e ore di insegnamento fondamentali...
feb 5, 2010
Il governo ha da poco incassato il parere favorevole della commissione Lavori pubblici del Senato al decreto "tv senza frontiere". Dopo giorni di dura battaglia poche sono le modifiche apportate al testo, qualcosa in tema di quote di produzione e di diritti in favore delle produzioni indipendenti e una semplice riscrittura, che nulla cambia nella sostanza, di alcune disposizioni che riguardano la rete. Perché è grave questo decreto?
Libertà e diritti
gen 19, 2010
Mamadou scoppia a piangere. Ha appena saputo che la polizia sta organizzando degli autobus per accompagnarlo alla stazione di Rosarno con gli altri quarantotto africani del casolare immerso negli aranceti. Una fila di stivali da gomma sporchi di fango costeggia la cascina fatiscente, i braccianti sono appena tornati dal lavoro e lavano la faccia con l’acqua dei bidoni prima di scaldarsi accanto al fuoco improvvisato. Perché nei giorni della rivolta e della caccia al nero, i braccianti delle cascine alla periferia hanno continuato comunque a raccogliere arance. Nel terrore. Alla Fabiana, un casolare poco distante da quello di Mamadou, i quindici migranti schiavi non mangiano da tre giorni. Hanno avuto paura di avvicinarsi al centro abitato, ai supermercati. Tuttavia il pericolo è altissimo anche tra gli aranceti. Nel pomeriggio un uomo bianco a bordo di una panda rossa ha parcheggiato nel cortile, è sceso dalla macchina e ha sibilato: “Se non sparite entro cinque minuti vedrete cosa vi succede”.
gen 14, 2010
Vogliono denunciare i datori di lavoro per le condizioni di sfruttamento e per la mancata retribuzione. È la volontà espressa dagli ultimi dieci africani di Rosarno rimasti nel centro di S.Anna di Isola Capo Rizzuto (Kr). A riferire le intenzioni di un gruppo di ragazzi ghanesi è stato Domenico Talarico, consigliere regionale di Sinistra Democratica, che ha guidato all'interno del centro di Crotone una delegazione composta anche da un interprete e dalla portavoce della rete antirazzista di Cosenza, Enza Papa. «Nessuno ha percepito il misero salario di questi mesi quando è scappato da Rosarno - ha detto Talarico - la notizia buona è che nonostante tutto quello che è avvenuto, queste persone non credono che i calabresi siano razzisti. C'è anche una Calabria che vuole cancellare al più presto l'onta che ha fatto il giro del mondo».
gen 14, 2010
Il decreto con il quale il Governo si appresta a dare attuazione alla delega per il recepimento della direttiva Audiovisual Media Services (ex Direttiva TV senza frontiere) può a buon diritto definirsi un caso paradigmatico di conflitto di interressi. Al di fuori di qualunque previsione della direttiva e della stessa legge di delega lo schema presentato al Parlamento introduce, del tutto illegittimamente, tutta una serie di disposizioni che tendono da un lato ad impedire lo sviluppo di istruttorie in corso presso l’AGCOM, come nel caso dell’esclusione dal novero dei programmi tv delle trasmissioni Mediaset +1 ...
gen 12, 2010
Quei bus carichi di neri che fuggono nottetempo scortati dalla polizia, quei neri nascosti tra gli ulivi e gli aranceti della Piana braccati dalle bande armate della ‘ndrangheta, quella cittadina lasciata in mano alle cosche, sono il segno di una lacerazione nel tessuto democratico del paese che non riguarda solo la Calabria e il Sud. In quelle immagini, in quel luogo, in quel momento preciso sono precipitati, mescolandosi in un mix micidiale, tutti gli elementi della dissoluzione della coesione sociale e della tenuta civile dell’Italia in atto da anni. Per una sorta di nemesi storica le “ronde” di cittadini invocate dai leghisti, si materializzano nei picciotti mandati dalla ‘ndrangheta a bastonare gli schiavi neri. Quanti hanno invocato _ anche in buona fede e con ottime ragioni, come il direttore del Riformista Antonio Polito _ la restaurazione dell’ordine dovrebbero ora convenire che a Rosarno regna sì l’ordine, ma non quello dello stato e della legalità democratica, bensì l’ordine della ‘Ndrangheta.
gen 12, 2010
«Gli immigrati non vengono in Italia solo a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma anche a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere». Roberto Saviano, autore trentenne del bestseller mondiale Gomorra, simbolo della lotta alle mafie che il Sole 24 Ore ha inserito nella classifica dell'uomo dell'anno per la battaglia di legalità, non rinuncia a vedere negli incidenti di Rosarno un lato positivo. L'altra faccia della luna. A mostrarla sono gli immigrati che protestano contro le mafie oggi come a Villa Literno nel settembre 1989, dopo l'omicidio del sudafricano Jerry Masso, e a Castel Volturno nel settembre 2008 dopo l'uccisione di sei immigrati...
Altro
feb 7, 2010
Come espellere gli immigrati e risanare un «ghetto» facendo leva sull’acqua privatizzata. Nel quartiere del bergamasco simbolo dell’industrializzazione anni ’60 senegalesi, pachistani e magrebini lentamente vanno via. Basta che uno non paghi e arrivano alpini e polizia a chiudere i rubinetti a tutto il palazzo. Sono 1231 i chilometri che dividono Rosarno dalla provincia di Bergamo. Una linea che una volta era percorsa dai migranti del meridione d’Italia, accolti oltre il Po dai cartelli «non si affitta ai terroni»...
feb 6, 2010
MILANO - Nel lancio della statuetta del Duomo di Milano contro il premier Silvio Berlusconi il 13 dicembre 2009 «non c'è nulla di vero». Lo sostiene Gioacchino Genchi, consulente informatico per diverse procure, nel suo intervento al congresso dell'Idv a Roma. Secondo Genchi , dopo la perdita di popolarità per «l'outing della moglie di Berlusconi e il fuorionda» di Gianfranco Fini a Pescara, «provvidenziale è arrivata quella statuetta che miracolosamente ha salvato Berlusconi dalle dimissioni che sarebbero state imminenti»
feb 6, 2010
Cagliari, 5 febbraio - La "vertenza Sardegna" è scesa in piazza. Sono state circa 50mila le persone che hanno partecipato a Cagliari alla manifestazione - la più grande nella storia dell'autonomia - indetta da Cgil, Cisl e Uil in occasione dello sciopero generale regionale. Non solo l'emergenza Alcoa, ma l'Isola ha portato in strada tutta la sua rabbia e tutti i suoi conflitti sociali: dai precari della scuola e della pubblica amministrazione, agli operai della Vinyls di Porto Torres, agli studenti, ai giovani che non hanno mai avuto un lavoro. La crisi sta devastando l'economia dell'intera Isola. Un dato basta a rendere l'idea: nel solo Sulcis il numero di operai che percepiscono ammortizzatori sociali ha da poco superato il numero degli attivi...
feb 6, 2010
È il tempo in cui viviamo, e soprattutto è il modo in cui si vive. Quando chiude una fabbrica ci si incazza e poi ci si rassegna, e quando al posto della fabbrica apre un centro commerciale si va almeno all’inaugurazione. Si rimedia un palloncino gratis per il bimbo, una tartina col formaggio e pure un caffè. Per questo, in fondo, ho preferito ridere di fronte alla vetrina di un cassamortaro che esponeva i gadget mortuari di San Valentino. L’orsetto “mi manchi”, il cero rosso, il portafiori bianco col cuore, fanno parte di questo mondo perduto, nel quale ormai si è incapaci di essere individui, e si lotta per restare consumatori, fino alla morte e anche oltre...
feb 5, 2010
Oggi si ferma la Sardegna per lo sciopero generale unitario indetto da Cgil Cisl e Uil che chiedono un nuovo Piano di rinascita per l’isola, colpita dagli effetti devastanti della crisi e della latitanza del governo. Si arriva allo sciopero in una clima di tensione sociale incandescente. Ieri pomeriggio ci sono stati momenti pericolosi all’ingresso dello stabilimento Alcoa di Portovesme, la vertenza simbolo di questi giorni. Il direttore dello stabilimento Guerini, mentre usciva in auto dall’impianto, ha cercato di forzare un blocco formato da un folto gruppo di lavoratori, tornati da Roma dopo il deludente incontro a palazzo Chigi. L’auto ha investito il segretario locale della Fiom, Franco Bardi, e alcuni operai...