
L’argomento “Croce” ha radici abbastanza lontane. Il problema dello stato in cui versava la struttura venne sollevato pubblicamente per la prima volta nel novembre del 2007 sul Muzemal, quel forum cittadino che spesso ci capita di citare, una sorta di social network locale ai tempi in cui Facebook non rappresentava ancora quel punto di aggregazione che è oggi per tanti longonesi.
La lista civica “La Vela”, con candidato l’attuale sindaco, aveva da qualche mese vinto (nuovamente) le elezioni apprestandosi ad amministrare il paese per altri cinque anni. Una nota non superflua, perchè è importante collocare gli avvenimenti anche politicamente. Infatti, secondo quanto scritto da un utente del forum (attuale assessore), ci fu una sola concreta ipotesi di intervento, e al tempo dell’amministrazione Carmignani (1999-2002). Da lì in poi (nel decennio Papi) l’interesse per questo particolare aspetto del paese si è rivelato pressoché nullo. [ LEGGI ARTICOLO INTERO ]

Una bella iniziativa che vale la pena di evidenziare. Ed è forse la prima volta che la piazza rossa (nessuno gioisca o pensi male, solo per le mattonelle in cotto, la politica non c’entra) acquisisce nuovamente quella funzione che sembrava persa da tempo. Di aggregazione sociale, popolare. In un post precedente dicevamo che qualcosa si sta muovendo. E questo evento ci pare andare nella giusta direzione. Non più feste private, con il paese vuoto e risvegliato solo da qualche botto lanciato all’ultimo momento, ma un “open space”, senza cancelli e liste degli invitati. E, se mi si permette un’analogia, anche un “open source”, visto che è stato organizzato da un gruppo di semplici cittadini.
Dalle tre alle tre, dodici ore per tutti, per salutare insieme questo 2010 che se ne và -ed aggiungerei un “meno male”- ed un 2011 che viene. Volevo fare un bilancio dell’anno che è stato, ma è una riflessione che conviene rimandare, visto che la crisi -non solo economica, ma anche e soprattutto politica e sociale- continua la sua corsa inarrestabile e non ho voglia di parlare di speranza -”una trappola, una parola che non si deve usare”, per citare Monicelli-.
I miei auguri voglio limitarli a Porto Azzurro e a questa iniziativa, che riesca e che faccia da apripista a tutta una serie di piccole rivoluzioni di cui questo nostro paesino ha tanto bisogno.
Checco @pranzosociale.org

Una delle critiche che spesso abbiamo rivolto al nostro paese, in queste pagine ed altrove, riguardava la mancanza di una società civile che fosse capace di organizzarsi, di collaborare, di progettare e realizzare qualcosa di utile a tutti. Tante volte abbiamo evidenziato l’eccessivo disinteresse e il personalismo di cui spesso sono intrisi alcuni modi di interpretare la realtà paesana.
Da circa un mese alcuni cittadini hanno dato vita ad un gruppo di lavoro, un “contenitore” per utilizzare un termine che appare sulla loro pagina facebook. Seguendone l’operato ci si può rendere conto di come finalmente qualcosa sembra muoversi nella giusta direzione ed è fondamentale che questo tipo di iniziative vengano incoraggiate e sostenute in ogni modo possibile. [ LEGGI ARTICOLO INTERO ]
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