
Che quella giostra fosse un cazzotto nell’occhio l’avevamo detto.
E forse, per una volta, la famosa frase latina sull’inutilità del discutere circa i gusti delle persone trova la sua eccezione.
Sì, perché quando si tratta delle scelte di una amministrazione, che ricadono inevitabilmente su un intero paese, allora forse è il caso di parlarne. Il belvedere della Pianotta, quella piazza che si affaccia sul mare, viene occupato da una struttura che per tre mesi o quasi ci ricorderà come l’estetica sia per i nostri amministratori non la dottrina del bello ma tutto il suo contrario. Non che ce ne fosse bisogno, a dire il vero, ma sempre meglio ricordarlo.
E così, dopo lamentele e mugugni vari, dai condomini dalla Pianotta parte un esposto a prefetto, sindaco e capitaneria. L’articolo sul Tirreno di sabato 18: [ LEGGI ARTICOLO INTERO ]
di Maria Gisella Catuogno
Elbareport.it

Certo sarebbe utopistico sognare, come faceva Francesco Petrarca, la verginità di un luogo come Valchiusa, in Provenza, intorno al 1350; e la purezza delle acque incontaminate del fiume Sorga dove Laura pose le belle membra e sulle cui rive il Poeta sperava di poter essere sepolto, un giorno, per suscitare in lei, almeno da morto, la pietà e l’amore che gli aveva negato in vita. Oggi nessun nostro fiume possiede probabilmente quella purezza né nessuna altra sorgente. Eppure tra la totale incontaminatezza e la completa impurità ci dovrebbe essere una via di mezzo e dovrebbe essere normale aspettarsi, aprendo il rubinetto, di poter avere un’acqua sicura da bere e da usare in cucina, da lavarsi e da farci il bagno a un neonato. L’acqua è vita, lo sappiamo: è un’equazione che impariamo da piccoli, è un binomio che consideriamo inscindibile. La vita stessa è nata dall’acqua e senz’acqua non si vive: un corpo si disidrata in poco tempo, può fare a meno del cibo, non dell’acqua. [ LEGGI ARTICOLO INTERO ]
Capita anche di sfogliare un giornale come la Repubblica e di trovare una lettera che parla di Porto Azzurro. Ebbene sì. Devo dire che se andiamo di questo passo rischiamo di abituarci male. In questo periodo ogni giorno ce n’è una.
Stefano Ferrarese, così si firma l’autore dello scritto, dedica al nostro paese qualche considerazione sintetizzando in poche righe -sul giornale di ieri- il contrasto tra ciò che è mutato (rispetto al Porto Azzurro di una volta) e l’immutabile: il sindaco «sempre il solito dagli anni ’80». Anche se non è vero che l’attuale sindaco è in carica ininterrottamente dagli anni ’80, seppur quasi un ventennio (un’intera generazione di giovani) se l’è fatto . Dall’85 al ’93, poi dal 2002 ad oggi.
Chi ci considera estremamente faziosi (di parte chiaramente opposta) penserà che questo intervento su un giornale di grande rilievo nazionale rappresenti una ghiotta occasione per polemizzare con l’amministrazione longonese ed alcune sue scelte. E invece capita anche che non sia così. [ LEGGI ARTICOLO INTERO ]

Da ieri è online su vari siti web elbani (TENews, Elbareport, PD Elba, …) la lettera di un gruppo di ragazzi di Porto Azzurro accompagnata da un manifesto piuttosto chiaro. Mentre negli altri comuni la stagione estiva è segnata da numerosi eventi, ancora una volta il loro (nostro) risulta incapace di offrire proposte adeguate. Il caso vuole che la protesta o il disappunto -per usare un termine meno forte- coincida con l’annullamento del Pimatist Trophy, l’evento di spicco (per alcuni e probabilmente nemmeno tanti) finito in un nulla di fatto. Commentare ulteriormente questa peculiare situazione (alias inerzia organizzativa) non è possibile. C’è poco da aggiungere a quanto detto fino ad oggi su questo e su altri blog. Risulta però estremamente interessante il segnale di partecipazione popolare che alcuni giovani hanno sentito l’esigenza di dare. Un primo e chiaro «ora basta» che speriamo abbia un seguito e che possa rappresentare uno stimolo per altri cittadini e soprattutto per i nostri amministratori. Prendere coscienza che così non si può continuare, che non è vero che tutti sono soddisfatti di come stanno andando le cose. [ LEGGI ARTICOLO INTERO ]
Il Tirreno: Lavori in banchina e fango in mare. I bagnanti si rivolgono ai carabinieri.
Decine di tonnellate di materiale di recupero che, giornalmente, vengono scaricate in mare. A poca distanza un tratto di mare destinato ai bagnanti. Lavori autorizzati per il consolidamento statico e il potenziamento del porto di Porto Azzurro per un milione e 600mila euro. Ma in corso nonostante la piena stagione estiva e che, quanto meno, sono in netto contrasto con la balneazione. Così scatta la denuncia. Arduino Donati è un portoazzurrese doc. Dice: «Nell’allungamento del porto vengono eseguiti lavori e ogni giorno vengono scaricate tra 400 e 500 tonnellate di materiale di recupero di cava che riempiono il cassone autofondante dal quale poi esce anche fango. A trenta metri di distanza ci sono persone che fanno il bagno. Fra i bagnanti si sono trovate durante una fase dei lavori anche mia nipote e mia moglie. [ LEGGI ARTICOLO INTERO ]
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