
Lo scorso novembre abbiamo riportato l’articolo di Maria Gisella Catuogno (originariamente pubblicato su elbareport.it) e caricato un documento inviato da altroconsumo.it in cui venivano elencati i comuni dove era da considerarsi vietato l’utilizzo alimentare dell’acqua del rubinetto. Ovviamente Porto Azzurro era tra questi.
Il 30 dicembre, con un comunicato pubblicato sul sito web ufficiale del comune, il sindaco Papi invita espressamente la cittadinanza ad asternersi dal consumarla: “A seguito delle presenza nell’acqua erogata per uso domestico di arsenico e boro oltre i limiti previsti dalle normative in vigore e sulla base delle determinazioni dei competenti uffici della U.S.L. locale, si sconsiglia categoricamente la potabilità dell’acqua per i bambini al di sotto dei 3 anni. [ LEGGI ARTICOLO INTERO ]
di Maria Gisella Catuogno
Elbareport.it

Certo sarebbe utopistico sognare, come faceva Francesco Petrarca, la verginità di un luogo come Valchiusa, in Provenza, intorno al 1350; e la purezza delle acque incontaminate del fiume Sorga dove Laura pose le belle membra e sulle cui rive il Poeta sperava di poter essere sepolto, un giorno, per suscitare in lei, almeno da morto, la pietà e l’amore che gli aveva negato in vita. Oggi nessun nostro fiume possiede probabilmente quella purezza né nessuna altra sorgente. Eppure tra la totale incontaminatezza e la completa impurità ci dovrebbe essere una via di mezzo e dovrebbe essere normale aspettarsi, aprendo il rubinetto, di poter avere un’acqua sicura da bere e da usare in cucina, da lavarsi e da farci il bagno a un neonato. L’acqua è vita, lo sappiamo: è un’equazione che impariamo da piccoli, è un binomio che consideriamo inscindibile. La vita stessa è nata dall’acqua e senz’acqua non si vive: un corpo si disidrata in poco tempo, può fare a meno del cibo, non dell’acqua. [ LEGGI ARTICOLO INTERO ]
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