Memorie

Fabrizio

26 febbraio 2012 3 commenti

Nel nostro piccolo mondo fatto di parole ci è capitato più di una volta di desiderare almeno un po’ della capacità espressiva di Federico. Oggi come mai il desiderio è così forte. Come il dolore. Difficilissimo da descrivere.
In questo triste febbraio di un anno appena iniziato e già da maledire ci ritroviamo, a distanza di pochi giorni, a piangere la scomparsa di un’altra persona molto cara. Fabrizio.
Ad alternarsi allo sconforto la profonda rabbia. Quella rabbia che affonda le sue radici nell’impotenza, nello smarrimento, nella costrizione di dover accettare un evento così drammatico.
Disarmati di fronte all’immodificabile non rimane che affidarsi al tempo. Il solo in grado di mitigare almeno un po’ quella sofferenza adesso così acuta e quasi incontrollabile.
Pazienti aspettiamo che passi la tormenta e che lo strazio si trasformi in dolce malinconia, cullata dai ricordi più belli.

Un forte abbraccio a Federico, a Sabrina, Rosa e ai piccoli nipoti.

Checco, Davide

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Bruno

14 febbraio 2012 2 commenti

Bruno "Brunetto" Mazzone

Ogni mese passava di banca, si presentava alla cassa sotto lo sguardo un po’ intimorito della cassiera, lui la squadrava sicuro dei suoi occhiali scuri e in tono educato longonese le chiedeva qualcosa, poi si muoveva lento come un arpeggio verso l’ufficio per salutarmi. Era sempre lui, anche se più magro, la pelle bianca, quasi trasparente, dove i tatuaggi scuri risaltavano come cicatrici, mostri neri e stanchi che non hanno mai fatto paura a nessuno, ma esorcizzavano le tante paure di vivere.
«E’ Federì da quant’è che non ti vedi un concertino», «Brunè se non ci fosse youtube che mi salva auguri», «Uh!!! Eheh, ti ricordi quando organizzavate i concerti in piazza… bei tempi», «Deh me li ricordo si… bei tempi si», «Ora non c’è verso di vedè un cazzo, è diventato un paese di morti», poi si alzava «Hehe…Ora mi vado a sentì un pezzo dei Metallica…». [ LEGGI ARTICOLO INTERO ]

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